Le istituzioni europee e le politiche anti-discriminazione UE

5. Il processo legislativo


Il processo legislativo dell’UE si sviluppa all'interno del cosiddetto “triangolo istituzionale” costituito da tre istituzioni comunitarie:

CCP-ITA


IL PARLAMENTO EUROPEO

Il Parlamento, unico organo dell’UE direttamente eletto, rappresenta i 500 milioni di abitanti ed è composto da 751 deputati. È stato eletto per la prima volta a suffragio universale nel 1979. Le sue competenze sono state estese mediante successive modifiche ai trattati dell’UE. Il suo ruolo nel processo legislativo è quello di co-legislatore insieme al Consiglio dei ministri dell'Ue, ovvero emenda e adotta le proposte della Commissione, la sola ad avere il diritto di iniziativa legislativa. 

LA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione europea rappresenta gli interessi dell'Unione europea nel suo complesso. Le sue principali funzioni sono: proporre le politiche e la legislazione comune; garantirne il rispetto; assicurare l’attuazione delle politiche e gestire il bilancio. Viene nominata ogni  cinque anni, a seguito delle elezioni europee. I membri della Commissione, attualmente uno per ciascun paese (tra cui il presidente e i vicepresidenti), sono esaminati dal Parlamento europeo prima di assumere le proprie funzioni. Il presidente della Commissione è eletto dal Parlamento su proposta del Consiglio europeo. La Commissione prepara le proposte legislative di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento o paesi UE, o in seguito a iniziative della cittadinanza, spesso dopo pubbliche consultazioni. Il dipartimento della Commissione che si occupa delle leggi anti-discriminazione è il Directorate-General for Employment, Social Affairs and Equal Opportunities.

IL CONSIGLIO

Il Consiglio dei ministri o semplicemente Consiglio rappresenta i governi dei paesi membri dell'UE. E’ presieduto a turno da uno stato membro per un periodo di sei mesi. Il Consiglio è co-legislatore insieme al PE e condivide la funzione esecutiva con la Commissione europea. Varie volte al mese i ministri competenti di ciascun paese membro si incontrano per decidere su temi specifici: affari economici, trasporti, energia, agricoltura, etc. Le decisioni sono prese perlopiù con voto di maggioranza qualificata ovvero con il voto favorevole del 55% degli stati membri e del 65% della popolazione dell’UE ma su alcuni ambiti quali la fiscalità o politica estera è richiesta l'unanimità.


La gran parte delle normative comunitarie è adottata congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio utilizzando la procedura legislativa ordinaria (COD)Esplora l'infografica che ne descrive il funzionamento e la possibilità di una, due o tre letture da parte dei due co-legislatori e una procedura di conciliazione tra PE e Consiglio: