Strumenti, fonti e risorse del Parlamento europeo

Site: Moodle OBC - Transeuropa
Course: Il Parlamento dei diritti
Book: Strumenti, fonti e risorse del Parlamento europeo
Printed by: Guest user
Date: Friday, 20 May 2022, 4:09 PM

Description

Il Parlamento europeo, ispirandosi al diritto di trasparenza, mette a disposizione dei cittadini un ampio ventaglio di materiali, documenti, infografiche, risorse legali, studi, registrazioni video e altro ancora per documentare e far conoscere la sua attività.


1. Introduzione

Il Parlamento europeo, tenendo fede al principio di trasparenza, mette a disposizione dei cittadini un ampio ventaglio di materiali: risorse legali, documenti, studi ma anche materiale multimediale, infografiche, registrazioni video e altro ancora per documentare e far conoscere la sua attività, in particolare quella legislativa.

Nel 2021, in occasione della Giornata dell’Europa che si festeggia il 9 maggio, il PE ha promosso una serie di attività online volte a far conoscere meglio l’UE e le sue istituzioni. Scopri di più sulla pagina dedicata: Giornata dell’Europa 2021

Questo modulo fornisce una guida agli strumenti e alle fonti messi a disposizione dal Parlamento europeo per approfondire la conoscenza dei meccanismi decisionali dell'Unione europea.

Il primo luogo da cui partire è il sito del PE dove si trovano informazioni quali l'attualità politica e il concreto funzionamento dell'istituzione. 


1.1. Competenze del Parlamento europeo

Ricapitolando quanto illustrato sinteticamente in precedenza, ricordiamo che il Parlamento ha competenze: legislative, di supervisione e di bilancio

Sono molte le informazioni messe a disposizione dal PE in ciascuno di questi ambiti e possono essere utilizzate per approfondimenti, analisi, studi ma anche a scopo didattico.

Questo modulo mostra come indagare: il processo di definizione di una normativa europea; lo sforzo di verifica della sua implementazione da parte delle istituzioni comunitarie; le risorse messe a disposizione etc.  


La competenza legislativa

La funzione legislativa del Parlamento UE segue 4 procedure principali: la Procedura legislativa ordinaria, inizialmente chiamata procedura di codecisione  (COD); la Procedura legislativa speciale di approvazione (APP); la Procedura legislativa speciale di consultazione (CNS); la Procedura di iniziativa (INI)

Nei moduli precedenti abbiamo ampiamente illustrato la Procedura legislativa ordinaria (COD) ovvero la principale procedura del sistema decisionale dell'UE che vede il PE co-legislatore con il Consiglio. Sappiamo che in alcuni casi previsti dai trattati si applicano le procedure di consultazione e di approvazione: la APP è necessaria ad esempio per l'approvazione di nuovi atti legislativi relativi alla lotta alla discriminazione come la "direttiva orizzontale".

Abbiamo visto che l'iniziativa legislativa spetta solo alla Commissione europea. Tuttavia, con la Procedura di iniziativa (INI) il Parlamento può chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa su un tema che ritiene rilevante approvando a maggioranza una Relazione di iniziativa.    


La competenza di supervisione 

Il Parlamento europeo ha diversi poteri di supervisione e di controllo con cui esercita un ruolo di monitoraggio sulle altre istituzioni, sulla spesa del bilancio comunitario e sulla corretta implementazione delle normative adottate.

Il PE assicura in particolare il controllo democratico della Commissione, la quale presenta regolari relazioni al Parlamento, tra cui la relazione annuale sulle attività dell'UE e sul bilancio.

Inoltre, la designazione del Presidente della Commissione da parte dei leader nazionali in sede di Consiglio Europeo e deve tenere in conto l'esito delle elezioni europee. Il/la candidato/a presidente viene eletto dal Parlamento europeo mentre i commissari designati sono tenuti a presentarsi con una audizione al Parlamento.


La procedura di bilancio

Il Parlamento europeo condivide con il Consiglio il potere di decidere sull'intero bilancio annuale dell'Unione europea. L'esercizio del potere di bilancio consiste nel fissare l'importo complessivo e la distribuzione delle spese annuali dell'UE e delle entrate necessarie a coprirle, nonché nel controllare l'esecuzione del bilancio. La procedura di bilancio in quanto tale prevede la preparazione e l'adozione del bilancio. Infine, il Parlamento deve approvare il quadro finanziario pluriennale. 




2. Seguire l'iter di un processo legislativo

La freccia animata ideata dal servizio European Parliamentary Research Service Blog sintetizza i vari stadi dell'iter legislativo, partendo dalla proposta della Commissione fino ad arrivare all'adozione. 

Cliccando sulla freccia vi invitiamo ad accedere alla pagina Legislative Train del PE che permette di monitorare il progresso dei vari dossier nei 5 anni di legislatura del Parlamento e, nel caso specifico, del progresso della Direttiva sull'anti-discriminazione.




THE LEGISLATIVE OBSERVATORY (OSSERVATORIO LEGISLATIVO) 

É uno strumento per monitorare il processo decisionale istituzionale dell’UE. Si concentra in particolare sul ruolo del Parlamento europeo. Nel tempo il sito web ha allargato il proprio ambito, includendo al proprio interno ulteriori informazioni legate all'attività del Parlamento, e coprendo diversi ambiti, dalla funzione legislativa a quella legata al bilancio, al diritto di iniziativa, al potere di approvare nomine e diversi accordi internazionali. Il sito pubblica in inglese e in francese le “procedure files” o “fiches de procédure", costantemente aggiornate fino a quando l'iter non è completato. Grazie allo strumento di ricerca è possibile individuare le singole procedure in modo rapido, inserendo filtri e combinando opzioni di ricerca diverse. La funzione My Observatory permette inoltre di salvare le proprie ricerche e di ricevere notifiche in caso di modifiche ai fascicoli salvati. 

EUR-Lex

E’ il portale dell’Ue che consente di accedere ad un ampio ventaglio di documenti nelle 24 lingue ufficiali dell'UE:

  • Gazzetta Ufficiale dell’Ue 

  • Diritto dell’Ue 

    • Trattati

    • Atti giuridici

    • Testi consolidati 

    • Accordi internazionali

    • Documenti preparatori (proposte legislative, relazioni, libri bianchi, libri verdi ecc…)

    • Documenti EFTA 

    • Procedure normative 

    • Sintesi della legislazione dell’Ue,  che inseriscono gli atti giuridici nel relativo contesto politico e ne illustrano i contenuti in un linguaggio semplice

    • Istituzioni dell’Ue

    • EuroVoc 

  • Giurisprudenza dell’Ue 

    • Giurisprudenza

    • Raccolte digitali

    • Raccolta della giurisprudenza 

  • Legislazione nazionale e giurisprudenza 

    • Recepimento nazionale

    • Giurisprudenza nazionale

    • Giurisprudenza JURE

Inoltre permette di seguire l’attualità, , il bilancio e le statistiche relative al diritto dell’UE.  Il modulo di apprendimento online messo a disposizione dall’Ue permette di imparare a consultare EUR-Lex nel modo migliore.

IPEX (InterParliamentary EU information eXchange)

E' il sito web paneuropeo che permette lo scambio di informazioni tra i Parlamenti nazionali e l’Europarlamento su questioni legate all’Unione europea. La sezione principale è formata da un database di documenti con proposte di legge, documenti consultivi e informativi della Commissione europea; documenti parlamentari e informazioni riguardanti l’Ue. Ciascun parlamento nazionale inserisce individualmente i documenti parlamentari.

3. Come effettuare la ricerca su Legislative Observatory

Sul sito del Legislative Observatory si possono impostare diversi parametri dalla sezione Search inserendo una parola chiave o affinando la ricerca con altri filtri. 

Per la tua ricerca valuta quale parametro ti è più utile: il gruppo politico di riferimento, il tipo di atto, la commissione parlamentare preposta, etc.  





3.1. L'esempio della Direttiva orizzontale contro la discriminazione

Nel caso della Direttiva orizzontale contro la discriminazione, inserendo "Equal Treatment", si arriva facilmente alla direttiva 2008/0140 (APP).

In alto a sinistra della fiche o file di procedura, il Legislative Observatory ci presenta il numero e la procedura in questione. Per la Equality Treatment Directive del 2008 si tratta di una APP ovvero una procedura legislativa speciale: il Consiglio deve deliberare all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo. Come abbiamo visto in precedenza, il Trattato di Lisbona, infatti, ha integrato la lotta contro le discriminazioni in tutte le politiche e le azioni dell’Unione (art. 10 del TFUE) rendendo necessaria la procedura speciale.

Dalla fiche emerge che la Direttiva è stata proposta nel 2008 dalla Commissione e, dopo essere stata discussa, è stata approvata in plenaria al Parlamento europeo nel 2009. Inoltre, si desume che ne attendiamo l'approvazione da parte del Consiglio.

Tra le informazioni contenute nella fiche può essere utile quella sulla commissione parlamentare che ha esaminato la proposta; in questo caso la commissione responsabile è la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni - LIBE.

Può essere utile indagare chi sono i relatori, a quale gruppo politico appartengono, come si è svolto il dibattito e il voto. Nel caso di una procedura ordinaria è interessante vedere quali sono e chi ha proposto gli emendamenti, etc.


Direttiva Orizzontale

Utilizzando invece IPEX possiamo approfondire la posizione degli stati membri e apprendiamo che la direttiva attualmente non risulta approvata da: Danimarca; Finlandia; Germania; Lituania; Svezia; Olanda; Regno Unito. Possiamo quindi acquisire maggiori informazioni sulle ragioni della mancata approvazione da parte di ciascuno dei 7 paesi.

Direttiva orizzontale, trasposizione parlamenti nazionali


3.2. Quali i motivi e gli effetti del blocco?

Il file di procedura tra i "key events" ci riporta il dibattito in seno al Consiglio del 11 dicembre 2014 e menziona in particolare la posizione della Germania. 

Il caso della Germania

La Germania è uno dei paesi che blocca la Direttiva orizzontale con cui si potrebbe fornire ad un numero maggiore di persone in Europa gli stessi diritti di cui godono i cittadini tedeschi.

Nel 2006 la Germania, infatti, ha adottato l’Atto generale per il trattamento egualitario/General Equal Treatment Act/Allgemeine Gleichbehandlungsgesetz (AGG). L’obiettivo principale di questo atto è la protezione delle persone che vivono in Germania contro la discriminazione sulla base della loro razza, dell’etnia, del genere, della religione o del credo, dell’età, della disabilità o dell’orientamento sessuale. La protezione prevista si applica sia al diritto del lavoro che a quello civile. Ma allora perché la Germania si oppone a tale direttiva? 

In sintesi ecco le tre motivazioni principali addotte contro la Direttiva e le obiezioni che si possono fare:



L'Italia invece ha approvato la direttiva, dopo che la Commissione per gli Affari europei l’ha ritenuta in linea con il principio di sussidiarietà.

La posizione dei Paesi membri che si oppongono all'approvazione della Direttiva influenza le decisioni delle persone riguardo all'esercizio del loro diritto a muoversi liberamente per viaggio, lavoro o studio. Si rende inoltre più difficile operare attraverso i confini per chi fornisce beni e servizi. La differenza nella protezione dalla discriminazione ad un livello nazionale e al livello dell’UE significa anche che i casi di discriminazione non possano essere affrontati in maniera coerente e che le vittime della discriminazione, per porvi rimedio, dispongono di mezzi impari che dipendono dallo Stato membro di appartenenza (Fonte: Commission Staff Working Document (ENG)). 

Grazie alle fonti audiovisive del PE possiamo infine rivedere il già citato intervento in plenaria della europarlamentare Sophie in't Veld che nel 2014 denunciava le ragioni politiche di fondo per cui la direttiva non verrebbe approvata.



4. Le fonti audiovisive del Parlamento europeo

Il Centro multimediale è una risorsa importante per rimanere sempre aggiornati sulle attività del Parlamento europeo. Attraverso questa piattaforma è possibile seguire le sedute delle commissioni e le plenarie del PE in diretta streaming. Il Centro Multimediale mette inoltre a disposizione diversi materiali, tra cui sintesi sulle attività parlamentari, video e audio didattici, infografiche e materiale d’archivio in diversi formati. La maggior parte dei materiali  è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE; le dirette delle sedute parlamentari prevedono quasi sempre la traduzione istantanea in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, mentre i video didattici prevedono sempre dei sottotitoli almeno in lingua inglese. 

Il Parlamento ha creato anche una vera e propria videoteca didattica per far conoscere le istituzioni europee ai cittadini. 

Su Youtube, oltre al canale ufficiale del PE e dello European Parliament Research Centre è possibile trovare diversi canali, ad esempio quelli dei vari gruppi politici europei, dove si possono trovare video utili per restare aggiornati sull’attualità del PE.

Di seguito un esempio di materiale video dello European Parliamentary Research Service utile per capire lo stato di implementazione nel 2016 della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione o la Employment Equality Directive (2000/78/EC).



*Questo video è stato realizzato prima che il Regno Unito uscisse dall’UE, per questo si parla di 28 stati membri.

5. Dialettica dell'iter decisionale

LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI

Le interrogazioni parlamentari sono quesiti che i deputati europei rivolgono ad altre istituzioni e organi dell'Unione europea e in quanto tali costituiscono uno strumento diretto di controllo parlamentare nei loro confronti. 

Secondo il regolamento del PE, le interrogazioni parlamentari sono suddivise in tre categorie:

  • Orali: le interrogazioni con richiesta di risposta orale possono essere presentate da una commissione parlamentare, un gruppo politico o almeno il 5 % dei membri che compongono il Parlamento al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Le interrogazioni orali sono inserite nell’ordine del giorno delle sedute del PE (art. 136). 

  • Question time alla Commissione: il tempo riservato alle interrogazioni alla Commissione può svolgersi in ciascuna tornata su una o più tematiche orizzontali. Il question time ha una durata massima di 90 minuti, durante i quali le interrogazioni dei deputati europei si alternano alle risposte dei commissari (art. 137);

  • Scritte: le interrogazioni con richiesta di risposta scritta possono essere rivolte da un eurodeputato, da un gruppo politico o da una commissione parlamentare al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione o al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (art. 138).

5.1. Question time alla Commissione

Esempio dell'interrogazione parlamentare rivolta a Vladimír Špidla, ex Commissario per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione, da Claude Moraes, ex-eurodeputato britannico appartenente al Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici, sulla direttiva orizzontale contro la discriminazione che si è tenuta durante la seduta del luglio 2008.

L’allora Commissario, rispondendo all'interrogazione, fa riferimento a questioni emerse nel dibattito sull'approvazione della direttiva quali la presunta violazione del principio di sussidiarietà o gli oneri finanziari derivanti dalla sua introduzione. Analogamente nello scambio si coglie il problema della tutela disomogenea contro le discriminazioni.

Così come si evince il ruolo di controllo del Parlamento europeo sul recepimento delle direttive da parte degli stati membri.


Discussioni
Mercoledì 9 luglio 2008 - StrasburgoEdizione GU

Oggetto: Direttiva orizzontale contro la discriminazione
 Risposta 


  Presidente. − Annuncio l’interrogazione n. 46 dell’on. Claude Moraes (H-0427/08)

Oggetto: Direttiva orizzontale contro la discriminazione

La Commissione europea ha annunciato che questa primavera verrà adottata una nuova direttiva orizzontale contro la discriminazione.

Può la Commissione far sapere quali sono gli ultimi sviluppi in relazione al campo d’applicazione della direttiva? Si tratterà di una direttiva contro la discriminazione di ampia portata, che includerà TUTTI i motivi discriminatori previsti dall’articolo 13 del Trattato di Amsterdam e cioè età, handicap, religione o convinzioni personali e tendenze sessuali, come sostenuto dalla maggioranza del Parlamento europeo?

In caso contrario, potrebbe la Commissione europea spiegare le proprie ragioni e illustrare, nei dettagli, il suo piano d’azione per i mesi a venire?


  Vladimír Špidla, Membro della Commissione. − (CS) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana la Commissione ha adottato una proposta di direttiva che prevede la protezione contro la discriminazione fondata su età, handicap, tendenza sessuale e religione o convinzioni personali oltre il luogo di lavoro. La discriminazione basata su questi motivi nell’occupazione e nelle condizioni di lavoro è già trattata dalla direttiva 2000/78/CE. Sotto tale aspetto abbiamo onorato gli impegni che avevamo preso, in questa sede, all’inizio del nostro mandato. Abbiamo così risposto alle vostre ripetute richieste di tale proposta, espresse l’ultima volta nel corso della tornata di maggio. La proposta di direttiva si fonda su principi che gli Stati membri hanno già adottato in direttive vigenti. Ad esempio, contiene dei provvedimenti che assicurano la protezione alle vittime di discriminazione e si occupa di molestie e difesa delle vittime, nonché provvedimenti riguardanti la creazione di pari autorità. Come ho detto in precedenza, la proposta di direttiva prevede la protezione contro la discriminazione fondata su quattro motivi discriminatori di base, ma l’attribuire pari importanza alla totalità dei quattro non implica che i provvedimenti riguardanti tutti i generi di discriminazione siano uguali.

La proposta di direttiva perciò prende in considerazione le specificità di ogni motivo di discriminazione, affinché la direttiva possa essere il più efficace possibile. Nello specifico, rende possibile, in base al contesto, prendere in considerazione la questione dell’età e dell’handicap nel settore assicurativo e bancario, se ciò è adeguato e ragionevole, e sottolineo i termini adeguato e ragionevole. Ciò non deve mai implicare l’esclusione volontaria di persone anziane o disabili da tali settori. Nei casi di handicap, il principio della parità di trattamento è un impegno positivo che fornisce accessibilità generale alle persone disabili e apporta delle modifiche adeguate in casi individuali. Tali misure non rappresentano un onere finanziario sproporzionato. La proposta di direttiva stabilisce chiaramente che è necessario tener conto della dimensione, della natura e delle risorse dell’organizzazione, i costi stimati, il ciclo di vita di beni e servizi e i possibili benefici di accesso per le persone con handicap. La proposta è un passo importante verso l’eliminazione di una vasta scappatoia nella legislazione contro la discriminazione.

Ovviamente ci rendiamo contro che la protezione contro la discriminazione fondata sul sesso al di fuori del luogo di lavoro non è ancora così consolidata quanto la protezione contro la discriminazione fondata sulla razza. Ciò è dovuto al fatto che la direttiva 2004/113/CE non comprende l’area dell’istruzione, come risulta dalla motivazione della presente proposta. Riteniamo che sarebbe eccessivamente prematuro proporre delle modifiche a detta direttiva, in quanto il periodo di attuazione è terminato solo di recente. Tuttavia qualora fosse necessario, al momento della stesura della relazione sull’attuazione nel 2010, potranno essere proposte delle modifiche alla direttiva.


  Claude Moraes (PSE). - (EN) Signor Commissario, ciò è un esempio di una questione avanzata alcune settimane fa che, molto felicemente, ha raccolto la Sua risposta positiva il 1 luglio con la Sua comunicazione. Ritengo sia necessario attribuirsi il merito per aver sostenuto ciò in seno alla Commissione e per aver prestato ascolto al voto del Parlamento europeo.

Mi permetta di chiedere a lei e alla Commissione di continuare a vigilare affinché deroghe ed esenzioni al principio di parità di trattamento non siano richiesti, per qualsivoglia motivo: essi devono essere richiesti per ragioni necessarie e in base ad autentici principi di sussidiarietà, in quanto abbiamo assistito a recepimenti incompleti della direttiva sull’occupazione e della direttiva sull’uguaglianza razziale ed è necessario assicurare che tale buona formula diventi legge negli Stati membri.


  Vladimír Špidla. − (CS) E’ evidente che tale direttiva, che è di ampia portata e protegge i valori fondamentali dell’Unione europea, è sovente considerata diversamente ed è spesso esposta, per varie ragioni, a pressioni affinché la sua efficacia sia limitata. In quanto pienamente conscia di ciò, la Commissione ha preparato questa complessa proposta che siamo certamente disposti a difendere nelle prossime fasi contro qualsiasi contestazione ingiustificata.

5.2. L'interrogazione parlamentare scritta

L'esempio dell'interrogazione di Hugues Bayet, ex-europarlamentare belga del gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, rivolta al Consiglio UE, il 27 gennaio 2016:

The proposal for a directive on implementing the principle of equal treatment between persons irrespective of religion or belief, disability, age or sexual orientation has been blocked in the Council for too many years. However, news reports show all too often that discrimination is still very much in evidence and is even on the rise in the European Union. Could the Council say what initiatives it intends to take in the next six months so that progress can be made with this proposal?”.

Il Consiglio ha risposto alla domanda l'11 aprile 2016 affermando che la proposta è in via di discussione ma che non si può prevedere l’esito o la durata delle discussioni.

Nella risposta si rimanda anche all’ultimo Progress Report del Consiglio sulla proposta del 23 novembre 2015.  

Tra gli elementi per cui si afferma la necessità di una “ulteriore discussione” sono elencati:

- l’ambito generale della proposta: alcune delegazioni si oppongono all’inclusione della protezione sociale e dell’istruzione;

- aspetti rimanenti della divisione delle competenze e della sussidiarietà;

- la certezza degli impegni che conseguirebbero all'approvazione della direttiva.



6. Audizioni

Una commissione può organizzare un'audizione di esperti, ove ciò sia ritenuto essenziale ai fini del proprio lavoro su un determinato tema. Le audizioni possono anche essere tenute congiuntamente da due o più commissioni. La maggior parte delle commissioni organizza audizioni regolarmente in quanto consentono di consultare esperti e discutere temi fondamentali.

Pagina delle audizioni che contiene tutte le informazioni disponibili riguardo alle audizioni delle commissioni parlamentari, compresi i programmi, i contributi degli oratori e preziosi documenti preparatori. 

Si prenda ad esempio il materiale multimediale relativo all'audizione organizzata dalla Commissione LIBE nel 2012 sulla direttiva contro la discriminazione: 

20-03-2012 - Unblocking the Anti-Discrimination Directive 

Interventi di: Pierre Baussand, Social Platform; Ioannis Dimitrakopoulos, European Agency for Fundamental Rights; Svetoslav Hristov Malinov, Group of the European People's Party; Isabelle Chopin, European Network of independent experts in the field of non-discrimination.



7. Servizio di analisi e ricerca del Parlamento europeo

Lo European Parliamentary Research Service - EPRS è il centro di ricerca interno al Parlamento europeo. Lavora per fornire analisi indipendenti su questioni specifiche consultabili anche dal pubblico. Il servizio include analisi e ricerche fatte su richiesta dei membri dell’Europarlamento, come risposta a specifiche domande loro poste su questioni, politiche, legislazione UE. La pagina contiene anche riassunti, schede, rapporti, nonché rapporti personali presentati agli eurodeputati su una determinata questione relativa all’UE.





L’EPRS si occupa anche di gestire:        

7.1. Il Blog EPRS e l'EP Think Tank

Il blog del servizio Ricerca del Parlamento europeo permette di entrare direttamente in contatto con l'équipe di specialisti che assistono i deputati nelle ricerche e nei lavori di preparazione della legislazione. 

Il Centro studi del Parlamento europeo o EP Think Tank mette a disposizione tutte le pubblicazioni prodotte. 



Ad esempio, nel 2014 il PE ha commissionato a EP Think Tank uno studio per facilitare il raggiungimento di un accordo con gli Stati membri che si oppongono all’approvazione della Direttiva orizzontale “Equal Treatment between Persons”.

8. Altre fonti da consultare

In base al regolamento (CE) n. 1049/2001 il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione rendono accessibili online un registro di documenti al quale - conformemente all'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea - qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona che risieda in uno Stato membro ha il diritto di accedere.  

Sito web del registro pubblico dei documenti del Parlamento europeo

Sulla pagina Pareri dei parlamenti nazionali e risposte della Commissione è è possibile trovare le opinioni dei Parlamenti nazionali e le risposte della Commissione europea.

Il registro pubblico dei documenti del Consiglio.

La Gazzetta Ufficiale dell’UE è a banca dati dove si trovano i documenti ufficiali di tutte le istituzioni e gli organi dell’UE in tutte le lingue ufficiali

N-Lex: A common gateway to national law permette di accedere alle banche dati legislative nazionali dei singoli Paesi membri UE.


9. Altri siti web utili per la ricerca

ESPAS è un progetto interistituzionale unico nel suo genere, inteso a intensificare gli sforzi dell'UE nel cruciale settore della programmazione prospettica.

ORBIS - piattaforma di studi previsionali. Si presenta come la più grande biblioteca al mondo di studi prospettivi. 

URBIS - piattaforma di studi di attuazione. Raccoglie tutto il materiale proveniente dai Parlamenti nazionali, dalle regioni, dalle città e dalle parti sociali e connesso con il Programma di lavoro della Commissione.

Le note tematiche sull’Unione europea sono una fonte di informazioni concisa ma esaustiva che fornisce una panoramica sull'integrazione europea, sulle istituzioni e sulle politiche dell'Ue, nonché del ruolo svolto dal Parlamento in tale processo. Sono aggiornate regolarmente e possono essere consultate sia nel sito web Think Tank che in quello Note sintetiche.

Pubblicazioni dell’UE: la libreria, biblioteca e archivio online delle pubblicazioni delle istituzioni dell'UE.

VoteWatch Europe è un'organizzazione indipendente che tiene traccia del voto dei politici europei. Non è legata al Parlamento europeo o ad altre istituzioni europee come nemmeno ai governi locali o nazionali, ai partiti politici, ad agenzie, organismi legati al mondo degli affari o ad altri settori. Fornisce un rapido accesso ai dati offrendo analisi all'avanguardia delle votazioni e delle altre attività del Parlamento europeo e del Consiglio UE.

data.europa.eu è un portale con un catalogo che permette di avere accesso ai dati delle istituzioni e di altri organi dell'UE in diverse tematiche: agricoltura, trasporti, popolazione e società, etc. 

Sul tema della discriminazione in UE: Eurobarometro speciale 493: Discriminazione nell'UE (comprese le persone LGBTI)

Eurobarometro è un servizio offerto dalla Commissione europea che misura ed analizza le tendenze dell'opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati.