Quali opportunità per la società civile?

Site: Moodle OBC - Transeuropa
Course: Il Parlamento dei diritti
Book: Quali opportunità per la società civile?
Printed by: Guest user
Date: Tuesday, 11 August 2020, 1:58 AM

1. Introduzione

L'Unione europea viene spesso descritta come un’istituzione distante e inaccessibile. In realtà, i cittadini europei hanno molti strumenti e opportunità per essere coinvolti attivamente nella politica europea e influenzare il lavoro delle istituzioni. 

Inoltre, negli ultimi anni le istituzioni europee si sono impegnate a fondo per promuovere l’apertura, la trasparenza e l’informazione sul proprio operato. Questi principi generali sono confermati nell'articolo 10.3 del Trattato di Lisbona che afferma che ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione e che le decisioni comunitarie devono essere prese nel modo più trasparente possibile. 

In questa sezione, studieremo i principali strumenti di partecipazione attiva del Parlamento europeo e ascolteremo le esperienze delle organizzazioni della società civile e dei portatori di interesse che promuovono il miglioramento delle misure anti-discriminazione nell’UE.

2. Lavorare con gli intergruppi

Gli intergruppi giocano un ruolo fondamentale nell'avvicinare la società civile alle istituzioni europee. L'intergruppo ARDI si impegna a dare voce alla società civile a livello europeo sulle questioni relative alla discriminazione. Alfiaz Vaiya offre una breve panoramica di come ciò avviene quotidianamente. 



Alfiaz ci ha spiegato che parte del loro lavoro consiste nel raggiungere i gruppi della società civile per indirizzare il lavoro dei parlamentari che si dedicano a influenzare il processo legislativo UE per migliori politiche anti-discriminazione. Viceversa, i gruppi della società civile possono rivolgersi agli intergruppi per far sentire la propria voce e influenzare l'agenda politica UE. Sentiamo ancora Alfyaz che ci spiega come contattare l'ARDI:


Suggerimento

Esplora il sito di un intergruppo del Parlamento europeo (ad esempio ARDI o Intergroup on LGBT rights) e dai un'occhiata alle loro attività parlamentari e non parlamentari. Trovi qualcosa di particolarmente interessante o di ispirazione? C'è qualche iniziativa che può rappresentare un'opportunità per il tuo lavoro (ad esempio visibilità, partnership, ecc.)?


Link utili per contattare: 

un europarlamentare: http://www.europarl.europa.eu/meps/en/search.html

un intergruppo: http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20150216STO24404/incontra-gli-intergruppi-del-pe



3. Mettersi in rete

Vi è la possibilità per le organizzazioni della società civile a livello locale e nazionale di mettersi in rete e farsi rappresentare da organizzazioni ombrello ben strutturate, con presenza a Bruxelles e Strasburgo, e riuscire così ad influenzare le istituzioni UE. 

Un'opzione concreta per le ONG locali o gruppi di attivisti interessati a promuovere una società più inclusiva e migliori misure anti-discriminazione è coordinare gli sforzi sul territorio con chi lavora a livello e europeo.

Una delle più note organizzazioni ombrello attive su questi temi a Bruxelles è Social Platform, la più grande alleanza della società civile per la giustizia sociale e la democrazia partecipativa in Europa. Abbiamo intervistato Annica Ryngbeck, policy e advocacy adviser di Social Platform, che ci ha spiegato come l'organizzazione rappresenta i suoi 48 membri presso le istituzioni europee.

Intervista ad Annica Ryngbeck, Policy e Advocacy adviser di Social Platform

Q: Puoi descrivere come Social Platform rappresenta i suoi 48 membri presso le istituzioni UE?

A: La Social Platform è una rete di 48 ONG pan-europee. Lavoriamo per assicurare che le politiche UE siano sviluppate in partenariato con i soggetti di cui si occupano, rispettando i diritti fondamentali, promuovendo la solidarietà e migliorando la vita dei cittadini. I nostri membri lavorano su questioni quali: la parità di genere, i diritti LGBT, la lotta alla povertà e alla discriminazione, i diritti dei Rom, dei senzatetto, ecc. Su alcuni temi politici che toccano gli interessi di più categorie, elaboriamo una posizione congiunta e raccomandazioni che poi presentiamo ai decisori politici in incontri bilaterali, oppure invitandoli ai nostri eventi e incontri pubblici. Nel 2016 abbiamo invitato rappresentanti di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione a parlare con noi e i nostri membri e condividere i segreti del mestiere di advocacy presso le istituzioni UE.

Q: In che modo la Social Platform stimola la consapevolezza delle istituzioni UE su discriminazione e violenza contro gruppi specifici come i senzatetto e le persone con disturbi mentali?

A: La legislazione UE riconosce i crimini d'odio razzisti e xenofobi ma non le altre forme di intolleranza e violenza, come quelle contro le persone LGBT, anziane, disabili o in povertà. Ecco perché nel 2012 abbiamo elaborato una posizione a favore di una ‘azione contro tutte le forme di violenza e pregiudizio’, con raccomandazioni rivolte ai decisori politici e agli Stati membri affinché sia estesa la legislazione per coprire le altre forme di violenza e riconoscere ulteriori bisogni come sostegno alle vittime e formazione professionale ove rilevante. Ad esempio, la violenza e le molestie contro le persone con disturbi mentali o senza tetto ricevono raramente attenzione politica. È quindi importante dare loro visibilità e riconoscimento. Una parte importante del nostro lavoro è fare in modo che agli incontri con i decisori non siano invitati solo i 'soliti sospetti', ma anche i rappresentanti della società civile che lavorano al contrasto di altre forme di intolleranza. Molti dei nostri membri sono fornitori di servizi e lavorano sull'accesso a servizi sociali nell'UE, come istruzione, abitazione e cura; altri lavorano su specifici fattori di discriminazione come etnia, età e orientamento sessuale. Di conseguenza, cerchiamo di aumentare la consapevolezza e il dialogo sulla non-discriminazione come criterio importante di ‘accesso’ ai servizi. Questo stimola le organizzazioni a collaborare, amplificare le proprie voci e mettere in luce l'intersezione delle diseguaglianze (ad esempio, una persona Rom può essere vittima di violenza sia in base all'etnia che alla povertà, una donna anziana può subire discriminazione di genere e di età). Portare alla luce casi e buone pratiche è un modo di mostrare l’importanza di approvare la Direttiva sul trattamento paritario (Equal Treatment Directive) nell'accesso a beni e servizi, bloccata in Consiglio dal 2009.

Q: Che tipo di strumenti di advocacy usate?

A: In primo luogo, facciamo in modo di essere invitati agli incontri rilevanti al Parlamento europeo, sia con singoli parlamentari che alle udienze, per presentare le nostre raccomandazioni sulla necessità di contrastare tutte le forme di odio e intolleranza. In secondo luogo, informiamo i nostri membri degli incontri o consultazioni importanti presso le istituzioni UE, spiegando perché è importante contribuire a processi di policy che potrebbero non ritenere direttamente collegati alla loro attività. Ad esempio, le organizzazioni che lavorano sull'anti-discriminazione collaborano tipicamente con l'intergruppo del Parlamento europeo su anti-razzismo e diversità, mentre i fornitori di servizi tendono a collaborare con l'intergruppo su beni comuni e servizi pubblici. Come Social Platform, cerchiamo di avvicinare questi politici e portatori di interessi e far comprendere loro che anti-discriminazione e accesso a beni e servizi sono strettamente connessi.


Riflessioni

Hai trovato utile questa intervista? C'è qualcosa che ti ha sorpreso e/o ispirato?





4. Presentare una petizione

Qualsiasi cittadino dell'Unione europea, un'azienda o un'organizzazione può – individualmente o in associazione con altri – presentare una petizione al Parlamento europeo su una tematica di competenza UE e che lo coinvolge direttamente. A sua volta il PE può istituire una commissione di controllo per verificare se gli Stati membri hanno violato la normativa europea. 



Shane O’Curry, direttore di ENAR Ireland, ci aiuta a capire come la società civile può sfruttare al meglio questo strumento. La campagna 'Love Not Hate' ha raccolto 5293 firme a settembre 2016 con una petizione che chiamava il governo irlandese ad emettere immediatamente un decreto penale sui crimini d'odio per proteggere varie minoranze in Irlanda. ENAR Ireland ha usato la petizione al Parlamento europeo per far avviare un'ispezione della Commissione europea all'Irlanda sull'obbligo di applicare la decisione quadro del 2008 su razzismo e xenofobia.


Leggi di più sulla petizione di ENAR Ireland al Parlamento europeo qui http://enarireland.org/enar-ireland-triggers-european-parliaments-investigation-of-ireland-on-hate-crime/


Guarda il video 



Riflessioni 

Hai trovato utile l'esempio di ENAR Ireland? C'è qualcosa che ti ha sorpreso? C'è qualcosa di questa esperienza che potresti applicare al tuo lavoro?


5. Iniziativa dei cittadini

Il Trattato di Lisbona ha introdotto il Diritto d'iniziativa dei cittadini (ECI) che permette ai cittadini di sottoporre alla Commissione europea proposte legislative su questioni di competenza UE. Un'iniziativa legislativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno 7 dei 28 Stati membri dell'UE

Il PE si è attivato per facilitare le procedure di funzionamento di questo strumento di democrazia partecipativa e si impegna a tenere audizioni sulle iniziative che hanno raccolto le firme richieste.

Lo European Parliamentary Research Service ha proposto una sintesi sullo stato di attuazione dell'ECI, con la descrizione dei problemi relativi alla sua implementazione seguiti da alcuni suggerimenti per migliorarlo.    

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Leggi di più sulla European Citizens' Initiative e vedi le note sintetiche pubblicate dal Parlamento Europeo

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Guarda il video su come funziona l'iniziativa dei cittadini:

Riflessioni

Conoscevi già lo strumento qui descritto? C'è qualcosa che ha colpito la tua attenzione fin qui? Useresti qualcuno di questi strumenti nella tua strategia di advocacy?


6. Mediatore europeo

Il Parlamento europeo nomina il Mediatore europeo o Ombudsperson. Il Mediatore europeo svolge indagini sui casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione europea, agendo di sua iniziativa o a seguito di una denuncia presentata da un cittadino dell'UE. 

Qualsiasi cittadino dell'Unione europea, ente, organizzazione, persona fisica o giuridica che risiede o ha sede in uno Stato membro può rivolgere una denuncia al Mediatore europeo.

7. Altri strumenti a disposizione dei cittadini

Il registro per la trasparenza

Alla definizione delle politiche dell’UE partecipano gruppi e organizzazioni di varia natura: portatori di interessi privati ma anche della società civile, rappresentanti di interessi pubblici. Rendere conto delle modalità con cui vengono prese le decisioni da parte delle istituzioni è un elemento fondamentale della democrazia. L’UE ha quindi istituito un registro per la trasparenza allo scopo di garantire un controllo adeguato sui gruppi e le organizzazioni che interagiscono con il Parlamento europeo e la Commissione europea nel processo decisionale, affinché le istituzioni dell’Unione agiscano responsabilmente nell'interesse generale.

Il Portale sulla Trasparenza offre vari altri strumenti volti a garantire che la presa delle decisioni nell’UE sia partecipativa e trasparente. Tra queste segnaliamo: le consultazioni pubbliche; le informazioni su chi riceve finanziamenti dal bilancio dell’UE; i documenti usati o prodotti nel processo di elaborazione e adozione delle normative.


Dialogo con le organizzazioni religiose e non confessionali

Uno strumento che vede il Parlamento europeo direttamente coinvolto nell'organizzazione di una serie di eventi per promuovere e facilitare il dialogo inter-religioso. I contatti informali tra le istituzioni UE e le chiese, le associazioni religiose, le organizzazioni filosofiche e non confessionali sono stati inseriti col Trattato di Lisbona nel 2009 (articolo 17 del TFEU) all’interno di una cornice legale per favorire un dialogo aperto e trasparente tra le parti. Il PE partecipa attivamente a questo dialogo organizzando dibattiti e conferenze.


Mediatore europeo per i casi di sottrazione dei minori

La carica di Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori è stata istituita nel 1987 nell'intento di aiutare i minori nati da coppie sposate e non sposate di diversa nazionalità vittime di sottrazione da parte di un genitore. Il PE partecipa attivamente al dibattito legislativo, mettendo l'esperienza dell'Ufficio del Mediatore al servizio dei cittadini.


Eurobarometro 

L'Eurobarometro è uno strumento di sondaggio delle opinioni dei cittadini sul Parlamento europeo, la sua immagine e il suo ruolo, la loro conoscenza dell'istituzione, l'appartenenza all'Unione europea, identità, cittadinanza, priorità e valori politici. Dal 2006 vengono pubblicati gli Special Eurobarometer sulla discriminazione nell'UE: i dati più recenti sono del 2015


Premi

L’attività del Parlamento europeo in materia di diritti fondamentali si esprime anche attraverso i quattro premi conferiti ogni anno in riconoscimento dell'eccellenza in relazione ai diritti umani, al cinema, ai progetti per la gioventù e al senso civico.


Patrocinio

Il PE ogni anno fornisce il proprio sostegno morale ad un numero di eventi (conferenze, dibattiti, seminari, università estive, premi, concorsi, festival, ecc.) che soddisfino determinate condizioni.


8. Per un'advocacy efficace

Nell'attività precedente, hai esplorato gli strumenti a disposizione dei cittadini UE per influenzare il processo legislativo dell'Unione e stimolare la consapevolezza sulle tematiche anti-discriminazione. Hai anche ascoltato l'esperienza delle organizzazioni della società civile attive nel contattare i portatori di interesse o stakeholder chiave per ottenere i cambiamenti istituzionali necessari per raggiungere i tuoi obiettivi.

Speriamo che questo corso abbia accresciuto la tua consapevolezza degli strumenti a tua disposizione per agire a favore del cambiamento nella società. Guarda gli 8 passi per un'efficace azione di advocacy nell'infografica qui sotto.

DEFINISCI I TUOI OBIETTIVI E FAI UNA MAPPATURA DEI TUOI PORTATORI DI INTERESSE



Una volta definito un obiettivo significativo e realistico, è importante fare la mappatura dei portatori di interesse.

Tale mappatura è un esercizio visivo e uno strumento di analisi che puoi utilizzare per determinare chi è più utile approcciare. La mappatura consente di identificare i portatori di interesse e i loro rapporti, semplificando la comprensione del processo decisionale nel contesto in cui vivi e operi. 

Il primo passo è comprendere che non ci sono liste magiche: la lista finale dipende dagli obiettivi, dalla situazione specifica e/o da eventi eccezionali. La mappatura evolverà insieme alla situazione e ai portatori di interesse stessi. Ti invitiamo quindi ad utilizzare questo strumento con grande flessibilità. 

Fai un brainstorming dei portatori di interesse che hanno il potere di influenzare, sia negativamente che positivamente, i processi decisionali relativi al tuo obiettivo, senza dimenticare quelli neutrali.

Può essere utile cominciare con i portatori di interesse con cui sei in contatto regolarmente (se ce ne sono), per poi passare a quelli fuori dalla tua “comfort zone”. Prova a pensare fuori dagli schemi per avere la possibilità di arrivare anche a quelli meno noti.

Per realizzare la tua mappatura puoi utilizzare l'approccio che preferisci. Puoi disegnarla e poi scattare una foto per condividerla facilmente. Puoi anche usare un documento PowerPoint o Word, usando box di testo, grafici e frecce per visualizzare meglio le relazioni fra i portatori di interesse e il tuo obiettivo. In alternativa, puoi usare uno dei software liberi di mind mapping, come mindmeister e xmind.