Il lavoro del Parlamento europeo

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Book: Il lavoro del Parlamento europeo
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Date: Friday, 25 September 2020, 8:03 PM

1. Parlamento europeo: organizzazione e competenze

Il Parlamento è attualmente l'unica istituzione europea i cui membri sono eletti tramite suffragio universale diretto ogni 5 anni. E' composto da 751 parlamentari europei provenienti dai 28 paesi membri, in numero proporzionale alla loro popolazione. 



Questa infografica riassume gli attuali poteri attribuiti al PE, per lo più a partire dal Trattato di Lisbona.




2. I gruppi politici


I deputati al PE sono eletti in base ai sistemi elettorali nazionali, rispettando alcuni principi comuni sanciti dalla normativa UE, in particolare la rappresentanza proporzionale. 

Una volta eletti, però, i parlamentari non sono raggruppati su base nazionale ma per appartenenza politica. Il PE è diviso in 8 gruppi politici che siedono insieme nell'emiciclo parlamentare. 

emiciclo bruxelles 28 febbraio 2018

Vedi la pianta interattiva dell'emiciclo di Bruxelles e di Strasburgo

I parlamentari che non appartengono ad alcun partito politico sono noti come non-iscritti. Secondo il regolamento, per formare un gruppo sono necessari 25 europarlamentari di 7 paesi diversi.

  1. Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano) (EPP),

  2. Gruppo dell'Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici (S&D),

  3. Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR),

  4. Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE),

  1. Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL),

  2. Gruppo Verde/Alleanza libera europea (Greens/EFA),

  3. Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD),

  4. Gruppo Europa delle Nazioni e delle Libertà (ENF),

  5. Non Iscritti (Non-inscrits – NI).


Per saperne di più leggi il briefing del Servizio di ricerca del Parlamento europeo Parlamento europeo: fatti e cifre 

I gruppi politici europei sono multi-nazionali e multi-linguistici ma anche multi-culturali se si considera la varietà di esperienze politiche di cui sono portatori i deputati. Fare sintesi di tanta diversità non è facile ma se si guarda alle scelte di voto degli europarlamentari si nota come l'appartenenza ad un gruppo politico sia il fattore più rilevante e sia di gran lunga più determinante dell'appartenenza nazionale

Inoltre, nella dinamica europea non conta solamente l'appartenenza nazionale e quella politica ma anche quella istituzionale (eg. Parlamento vs Consiglio). Non è raro che in Parlamento si esprima sostegno a specifiche cause attraverso dichiarazioni congiunte di vari gruppi politici trasversali dal punto di vista sia nazionale che ideologico. Guarda ad esempio come il PE riafferma il sostegno alla direttiva trasversale contro le discriminazioni bloccata da 7 paesi membri al Consiglio dell'UE.



3. Le sedi e l'agenda

Un breve video di EuroparlTV ci accompagna tra la fitta agenda del Parlamento europeo nelle sue tre sedi - Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo



4. Le commissioni parlamentari

La gran parte del lavoro del Parlamento europeo è svolto dalle commissioni. Si dividono in permanenti e speciali. 

Le commissioni permanenti si incontrano una o due volte al mese a Bruxelles, in sessioni aperte al pubblico, e preparano le proposte legislative da votare in plenaria. Le commissioni di inchiesta e le commissioni speciali sono istituite per affrontare problemi particolari.


Le commissioni permanenti sono 20Affari esteri (Diritti dell'uomo e Sicurezza e difesa) - Sviluppo - Commercio internazionale - Bilanci - Controllo dei bilanci - Problemi economici e monetari - Occupazione e affari sociali - Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare -  Industria, ricerca e energia - Mercato interno e protezione dei consumatori - Trasporti e turismo - Sviluppo regionale - Agricoltura e sviluppo rurale - Pesca - Cultura e istruzione - Affari giuridici - Libertà civili, giustizia e affari interni - Affari costituzionali - Diritti della donna e uguaglianza di genere - Petizioni. 

Le Commissioni variano per numero di membri e importanza: dai 25 europarlamentari per la Pesca ai 71 per gli Affari esteri ma la composizione riflette sempre il peso dei gruppi politici nel parlamento.

La commissione deputata ai temi dell'anti-discriminazione è una delle principali: la LIBE - Libertà civili, giustizia e affari interni. 

Il relatore (rapporteurÈ l’eurodeputato che viene incaricato dalla propria commissione di preparare una relazione sulla proposta legislativa in questione. Il suo compito è quello di redigere un testo da votare all'interno della commissione e successivamente in sessione plenaria. Durante la stesura di una relazione, il relatore discute con gli altri deputati e si consulta con gli esperti durante le audizioni appositamente organizzate.

Relatore "ombra" Per seguire l'andamento di una relazione, i gruppi politici possono nominare dei relatori ombra responsabili del tema in questione all'interno del loro gruppo politico. Sono dunque di vitale importanza nella ricerca di un compromesso tra più gruppi politici sulla relazione.

Coordinatore I gruppi politici nominano un loro rappresentante in ogni commissione in qualità di coordinatore e portavoce (spokesperson) del gruppo. I coordinatori mobilitano i membri del rispetto gruppo durante le votazioni e nominano i relatori e i relatori ombra. 

Relatore per parere Se a una commissione viene chiesto un parere su una relazione preparata da un'altra commissione, viene nominato un relatore per parere.

Il lavoro parlamentare nelle commissioni dove si discutono e approvano gli emendamenti alle proposte legislative è illustrato in questo video: 

 



5. Il Parlamento e la "Direttiva orizzontale"

Benché la tutela europea dalle discriminazioni goda di un'ampia base legale nei trattati e nella Carta dei Diritti Fondamentali equiparata ai trattati, oltre che nelle direttive approvate, il nodo della direttiva 2008/0140(APP) cosiddetta orizzontale non è ancora stato risolto. 

Dalla presentazione del rapporto all'assemblea plenaria da parte della Commissione parlamentare LIBE nel marzo 2009 la discussione non ha trovato una soluzione. 

Il vivace dibattito in plenaria che ne è seguito ha evidenziato subito le divergenze tra europarlamentari e gruppi politici. Alcuni hanno espresso sostegno alla direttiva evidenziando la necessità di standard di protezione maggiori contro le discriminazioni, altri invece hanno espresso preoccupazione circa l'aggravio di costi per le amministrazioni pubbliche, altri ancora hanno evidenziato i rischi di violazione della libertà religiosa.

Alla fine però il Parlamento europeo ha espresso il suo parere sostanzialmente positivo sulla direttiva con una risoluzione adottata il 2 aprile 2009. 

La direttiva orizzontale è stata bloccata invece dal Consiglio che da allora vede l'opposizione di sette paesi membri, tra cui la Germania.

Nel 2012 si è tenuta un'audizione presso la LIBE nella quale alcune importanti NGO sono state invitate a suggerire come risolvere il problema della direttiva orizzontale bloccata al Consiglio. 

La questione è tornata in agenda varie volte anche grazie alle interrogazioni parlamentari ma non ha trovato ancora una soluzione. 

Nel suo intervento in plenaria nel 2014 l'europarlamentare dell'ALDE Sophie in't Veld critica duramente lo stallo politico che impedisce l'approvazione della direttiva di cui era stata relatrice ombra. 

Una delle ultime interrogazioni parlamentari sulla direttiva orizzontale è stata presentata al Consiglio con richiesta di risposta scritta dalla parlamentare Rosa Estaràs Ferragut (PPE) nel 2016.  

Fonti:http://www.europarl.europa.eu/RegData/bibliotheque/briefing/2012/120299/LDM_BRI(2012)120299_REV2_EN.pdf http://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-area-of-justice-and-fundamental-rights/file-anti-discrimination-directive


6. Il ruolo degli intergruppi

Gli intergruppi sono organizzazioni trasversali che riuniscono parlamentari di diversi gruppi politici e varie commissioni per scambi informali di opinione su materie particolari e per promuovere i contatti fra parlamentari e società civile. Non sono organi del PE e, formalmente, non possono prendere posizione o votare ma possono portare istanze particolari all'attenzione di figure chiave nell'UE. Organizzando incontri fra parlamentari di diversi gruppi riescono a puntare i riflettori su questioni specifiche. Invitando determinati relatori, segnalano particolari punti di vista. Possono anche invitare Commissari per uno scambio di opinioni. 

La semplice presenza di un intergruppo su una questione segnala che il PE la trova importante.1 La forza di un intergruppo dipende da quanto è attivo e dal livello di coinvolgimento dei parlamentari.

Il lavoro degli intergruppi si divide in parlamentare e non parlamentare.

Il lavoro parlamentare comprende la redazione di briefing, interrogazioni parlamentari, risoluzioni, dichiarazioni, report, udienze parlamentari e consulenza in vista di voti importanti.

Il lavoro non parlamentare comprende l'organizzare e partecipare ad eventi (dentro e fuori il PE), la redazione di articoli, lettere e comunicati stampa, newsletter e gestione della presenza online.

Il lavoro degli intergruppi, in particolare di quelli che si occupano di razzismo e discriminazione, è particolarmente rilevante per gli scopi di questo percorso: Disability Intergroup, Anti-discrimination and diversity intergroup (ARDI), Intergroup on freedom of religion and belief (FORB) e intergroup on LGBTI Rights.

Presteremo particolare attenzione all'intergruppo Anti-Discrimination and Diversity Intergroup (ARDI), che mira a contrastare il razzismo e informare sull'azione del PE contro le discriminazioni. ARDI ha 7 gruppi di lavoro informali, composti da membri interessati a temi specifici come islamofobia, afrofobia, xenofobia e razzismo contro i nomadi.

Sentiamo Alfiaz Vaiya1, coordinatore ARDI, che ci spiega in maggiore dettaglio il lavoro dell'intergruppo. 




Alfiaz ci spiega anche il modo in cui gli intergruppi influenzano il processo legislativo UE in tema di anti-discriminazione 




Di recente, l'ARDI ha ottenuto la revoca dell'immunità parlamentare per due parlamentari responsabili di incitamento all'odio. Sentiamo Alfiaz su questo episodio e sul lavoro dell'intergruppo contro l'incitamento all'odio in Europa



Alfiaz Vaiya è coordinatore dell’ARDI dal settembre 2015.  Prima di entrare nell’ARDI, Alfiaz ha lavorato su questioni legate all’anti-discriminazione per le organizzazioni di società civile a Londra e Bruxelles, e al Parlamento europeo. Alfiaz ha una laurea in Giurisprudenza ottenuta alla Leeds Metropolitan University e un master in Relazioni internazionali: Global Economic Governance conseguito all’University of Birmingham.

1 Fonte: http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20150216STO24404/incontra-gli-intergruppi-del-pe e http://euknowhow.blogspot.dk/2011/12/european-parliament-intergroups.html